Hai 68 anni, non hai versato abbastanza contributi per una pensione vera e propria, e percepisci l'assegno sociale — quello che fino al 1995 si chiamava pensione sociale. Un parente ti ha parlato della cessione del quinto, magari perché lui la fa sulla sua pensione INPS, e ti sei chiesto se puoi farla anche tu. La risposta, purtroppo, è no — e vale la pena capire perché, perché la ragione non è burocratica, è di sostanza.
La differenza che conta davvero
La pensione INPS, di qualsiasi tipo — vecchiaia, anzianità, invalidità contributiva — nasce dai contributi che hai versato lavorando. È un diritto maturato, ed è per legge cedibile fino a un quinto, proprio come lo stipendio di un lavoratore dipendente. L'assegno sociale è una cosa diversa nella sostanza giuridica, anche se arriva ogni mese sullo stesso libretto INPS: è una misura assistenziale, erogata a chi ha 67 anni e un reddito sotto una soglia stabilita per legge (aggiornata ogni anno), indipendentemente dai contributi versati. Non è un diritto previdenziale, è un sostegno al minimo vitale.
Perché questo lo esclude dalla cessione del quinto
Le prestazioni assistenziali come l'assegno sociale sono per legge impignorabili e incedibili, proprio perché sono pensate per garantire un minimo di sussistenza a chi non ha altre risorse. Se fosse possibile cederne un quinto, si rischierebbe di ridurre sotto la soglia di sopravvivenza economica proprio la fascia di persone che quella misura dovrebbe proteggere. Per lo stesso motivo sono incedibili altre prestazioni assistenziali come il reddito di cittadinanza (quando esisteva) o l'assegno di invalidità civile non basato su contributi. Le finanziarie, semplicemente, non possono strutturare un prodotto su un reddito che la legge protegge in questo modo.
E se hai anche altri redditi?
Qui la situazione cambia. Se oltre all'assegno sociale percepisci anche una pensione contributiva, anche minima, o hai un altro reddito da lavoro dipendente o autonomo regolare, la cessione del quinto si può valutare — ma solo sulla componente pignorabile del tuo reddito complessivo, non sull'assegno sociale in sé. Se per esempio percepisci una piccola pensione INPS da 300 euro derivante da pochi anni di contributi versati da giovane, più l'integrazione dell'assegno sociale fino alla soglia minima, la CQS si potrebbe calcolare solo sui 300 euro di pensione contributiva vera e propria, con una rata massima davvero contenuta.
Le alternative reali per chi ha solo l'assegno sociale
- Prestiti sociali comunali o di Caritas/enti del terzo settore — molti Comuni hanno fondi di microcredito o sostegno per anziani a basso reddito, con condizioni pensate proprio per chi non può accedere al credito ordinario.
- Bonus e agevolazioni specifiche — bonus sociale bollette, esenzione ticket sanitario, riduzioni TARI: spesso l'assegno sociale dà automaticamente diritto a queste misure, che valgono più di un piccolo prestito nel bilancio di un anno.
- Coinvolgere un familiare come garante su un prestito personale ordinario — diverso dalla cessione del quinto, ma percorribile se un figlio o un parente con reddito stabile è disposto a fare da garante.
| Prestazione | Cedibile con CQS? |
|---|---|
| Pensione INPS (vecchiaia, anzianità, invalidità contributiva) | Sì, fino a un quinto |
| Assegno sociale | No, impignorabile e incedibile |
| Pensione contributiva minima + integrazione al sociale | Solo sulla quota contributiva |
Se ricevi lettere o telefonate da chi ti propone una cessione del quinto sull'assegno sociale, è il caso di diffidare: o non hanno verificato la natura della tua prestazione, o — peggio — stanno cercando di proporti un prodotto che, sul tuo reddito specifico, semplicemente non possono strutturare in modo legittimo.