Hai 47 anni, lavori al Comune da vent'anni, stipendio netto 1.750€ al mese. Il bagno di casa è ancora quello messo su nel 2003, la caldaia perde colpi da due inverni, e il preventivo del muratore dice 18.000€. Non hai quella cifra in banca, e chiedere un prestito personale con la classica trafila di garanzie ti sembra complicato.
Qui entra in gioco la cessione del quinto: da dipendente pubblico a tempo indeterminato hai in mano uno degli strumenti di credito più semplici da ottenere in Italia, perché la banca sa che lo stipendio arriva puntuale ogni mese e la trattenuta è automatica in busta paga.
Quanto puoi chiedere davvero
La regola è semplice: la rata mensile non può superare un quinto (20%) del tuo netto. Con 1.750€ netti, la rata massima si aggira sui 350€. Da lì la banca calcola l'importo finanziabile in base alla durata (fino a 10 anni) e al tasso applicato.
| Stipendio netto | Rata max (1/5) | Importo indicativo a 10 anni |
|---|---|---|
| 1.500€ | 300€ | ~24.000€ |
| 1.750€ | 350€ | ~28.000€ |
| 2.000€ | 400€ | ~32.000€ |
Con 28.000€ il bagno rifatto ci sta comodamente, e avanza margine per la caldaia. Le cifre in tabella sono indicative: cambiano in base a tasso, età e banca, ma danno l'ordine di grandezza.
Perché per ristrutturare conviene rispetto a un prestito personale
- Non serve documentare la spesa: a differenza di alcuni prestiti finalizzati, la cessione del quinto ti arriva come liquidità libera, e la usi come vuoi.
- Niente garante: la trattenuta in busta paga e la polizza assicurativa obbligatoria fanno da garanzia.
- Tasso fisso per tutta la durata: la rata che firmi oggi è quella che paghi tra 8 anni, senza sorprese legate ai tassi di mercato.
Il rovescio della medaglia: il TAEG di una cessione del quinto è in genere più alto di un mutuo dedicato a ristrutturazioni con garanzia ipotecaria. Se hai già casa di proprietà libera da ipoteca e la ristrutturazione supera i 40.000€, vale la pena confrontare anche quella strada.
Cosa serve per partire
Busta paga, documento d'identità, codice fiscale, e l'attestazione di servizio che il tuo ufficio del personale rilascia in pochi giorni. Da lì la pratica corre: la parte più lenta, di solito, è proprio l'attesa di questo documento interno, non l'istruttoria della banca.