Franca ha 68 anni, pensione INPS 1.100€ netti al mese. Le hanno proposto una cessione del quinto da 10.000€ con rata 92€ al mese su 120 mesi. Lei si chiede: perché proprio 92€ e non un numero tondo? La risposta sta in tre voci che si sommano, e vale la pena saperle scomporre prima di firmare qualsiasi cosa.
Primo: il quinto della pensione, non il totale
La legge fissa il tetto alla rata: massimo un quinto (20%) del netto pensionistico. Con 1.100€, il tetto teorico è 220€. Ma per i pensionati esiste un vincolo in più rispetto ai lavoratori attivi: deve restare un "minimo vitale", di solito calcolato come una volta e mezza l'assegno sociale, circa 750-780€ nel 2026. Se la pensione è bassa, il quinto teorico si riduce di fatto.
Secondo: il capitale più gli interessi
Sui 10.000€ richiesti da Franca, il TAN applicato dalle finanziarie per i pensionati oscilla di solito tra il 6% e il 9% annuo, più alto rispetto ai dipendenti attivi perché l'età media è maggiore e la durata del rischio per la banca (legata all'aspettativa di vita) pesa nel calcolo. Su 10.000€ a 120 mesi, gli interessi complessivi possono aggiungere tra 2.500€ e 4.000€ al capitale restituito.
Terzo: le due polizze obbligatorie
Rischio vita e rischio impiego (per i pensionati resta comunque obbligatoria una polizza vita) pesano nella rata. Per l'età di Franca, la polizza vita da sola può valere anche 800-1.200€ spalmati sulla durata, cioè altri 7-10€ al mese dentro quei 92€.
Il conto completo
| Voce | Incidenza sulla rata di 92€ |
|---|---|
| Restituzione capitale | circa 70€ |
| Interessi | circa 15€ |
| Polizze obbligatorie | circa 7€ |
Chi propone la CQS a un pensionato spesso mostra solo il numero finale, 92€ al mese. Chiedere la scomposizione — capitale, interessi, polizze — è un diritto, ed è l'unico modo per confrontare davvero due preventivi di banche diverse: a volte il TAN più basso nasconde una polizza più cara, e il TAEG (che le somma tutte) è l'unico numero onesto da guardare.