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Insegnanti12 giugno 2026

Cessione del quinto o prestito con deleghe per insegnanti: quale conviene davvero?

Cessione del quinto e deleghe di pagamento non sono la stessa cosa. Quando usare l'una, quando l'altra, e perché confonderle può costare caro.

Hai sentito parlare di cessione del quinto, ma un amico ti ha detto che con le "deleghe" si prende di più. La tua collega invece ha fatto la cessione del quinto e dice che è più semplice. Hai trovato informazioni online vaghe e spesso contraddittorie. Proviamo a mettere ordine.

Cosa sono, in tre righe ciascuno

Cessione del quinto (CQS): cedi il 20% del tuo stipendio netto ogni mese per tutta la durata del prestito. La rata viene trattenuta direttamente dall'ente pagatore (il MIM per gli statali). Non puoi cedere più di un quinto.

Prestito con deleghe di pagamento: cedi un secondo quinto, in aggiunta a una CQS già attiva. Funziona principalmente se hai già una cessione del quinto in corso e vuoi liquidità aggiuntiva. Richiede il consenso esplicito dell'amministrazione scolastica.

La differenza principale: accesso e importo

CQSDeleghe
Rata massima1/5 dello stipendioUlteriore 1/5 (totale 2/5)
Richiede consenso enteNo (automatico)Sì (firma del dirigente scolastico)
Disponibile senza CQS attivaRaramente
Tassi tipici8–11% TAEG10–14% TAEG
Complessità istruttoriaStandardPiù complessa

Quando usare le deleghe

Le deleghe hanno senso in un caso specifico: hai già una CQS in corso e hai bisogno di liquidità aggiuntiva senza aspettare la fine del contratto attuale. Aggiungi una delegazione e ottieni più soldi subito — ma stai pagando due rate in contemporanea.

Con stipendio netto 1.400€ da insegnante:

  • CQS in corso: rata 280€ al mese (1/5)
  • Deleghe aggiuntive: seconda rata fino a 280€ al mese
  • Totale trattenuto: 560€ su 1.400€ netti. Ti rimangono 840€ in mano ogni mese — da calcolare con attenzione prima di firmare qualsiasi cosa.

Perché per il primo accesso la CQS è quasi sempre meglio

Se non hai già un finanziamento in corso, la cessione del quinto è più semplice, più veloce da approvare e di solito ha tassi più bassi. Le deleghe su primo accesso sono meno comuni nel comparto scuola — e non tutti gli istituti le accettano volentieri. Alcuni dirigenti scolastici le firmano di malavoglia perché creano un vincolo burocratico sull'ente che preferiscono evitare.

Scenario: Marco, 46 anni, docente di liceo a Roma

Stipendio netto 1.520€, CQS in corso da 2 anni (rata 240€, altri 60 mesi da pagare). Deve comprare un'auto: vuole 8.000€ aggiuntivi. Due opzioni:

  • Deleghe: prende 8.000€ subito, aggiunge ~170€ al mese. Totale trattenuto: 410€. Fattibile, ma gli rimangono 1.110€ netti al mese per tutto il resto.
  • Rinnovo CQS: consolida tutto, allunga la durata, ottiene liquidità aggiuntiva con una rata unica. Il TAEG è spesso migliore e la gestione è più semplice.

Per Marco conviene quasi certamente il rinnovo — meno burocrazia, tasso migliore, un'unica rata da gestire. Le deleghe avrebbero senso solo se il rinnovo non fosse ancora tecnicamente possibile per i termini contrattuali minimi (di solito servono almeno 2 anni di contratto residuo).

Il punto fermo

Se stai partendo da zero, fai la CQS. Se hai già una CQS attiva e vuoi di più, allora valuta le deleghe — ma fai i conti su quanto ti rimane in mano ogni mese, non solo sulla rata aggiuntiva.

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