È una domanda che quasi nessuno fa prima di firmare, e che invece i figli si trovano a farsi nel momento peggiore possibile: se il genitore pensionato muore con la cessione del quinto ancora attiva, chi paga le rate rimaste? La risposta, nella grande maggioranza dei casi, è: nessuno degli eredi. Ma capire perché e come funziona evita telefonate confuse con la banca proprio quando meno se ne ha voglia.
La polizza vita è obbligatoria per legge, non facoltativa
Ogni cessione del quinto della pensione include per legge una polizza rischio vita, il cui costo è già dentro il TAEG che hai pagato fin dall'inizio. In caso di decesso, questa polizza estingue il debito residuo verso la finanziaria: il capitale ancora da restituire non passa agli eredi e non intacca l'eredità. È uno dei motivi per cui la cessione del quinto, pur costando più di un prestito personale a parità di importo, viene scelta spesso proprio da chi vuole lasciare la situazione pulita ai figli.
Cosa devono fare gli eredi in pratica
- Comunicare il decesso all'INPS (o all'ente pensionistico competente), di solito tramite il patronato: la pensione si interrompe dal mese successivo.
- Inviare il certificato di morte alla finanziaria che ha erogato la cessione del quinto, insieme ai dati del contratto (numero pratica, se disponibile).
- Attendere l'attivazione della polizza: la compagnia assicurativa verifica la copertura e chiude il debito residuo. Non serve firmare nulla come erede per questa parte.
I casi in cui la polizza non copre tutto (rari ma da conoscere)
- Età massima assicurabile superata. Alcune polizze hanno un tetto di età (spesso 80-85 anni a fine piano) oltre il quale la copertura si riduce o non viene rinnovata. Va controllato nel contratto originale.
- Massimale della polizza inferiore al debito residuo. Capita raramente, di solito per importi molto alti richiesti in età già avanzata.
- Dichiarazioni non veritiere in fase di sottoscrizione sullo stato di salute, se la polizza lo prevedeva: in quel caso la compagnia può contestare la copertura, ma è un'eccezione, non la norma.
Se una di queste situazioni si verifica, la parte di debito non coperta rientra nell'asse ereditario come qualsiasi altro debito, e gli eredi rispondono nei limiti di quanto hanno accettato con l'eredità (l'accettazione con beneficio d'inventario esiste proprio per casi come questo).
Un consiglio pratico per chi sta valutando ora la cessione del quinto
Prima di firmare, chiedi esplicitamente all'intermediario il massimale della polizza vita abbinata e fino a che età resta valida la copertura piena. È una domanda che si fa in due minuti allo sportello e che toglie ogni dubbio a chi, un giorno, dovrà gestire la tua pratica senza di te.