Hai 47 anni, sei impiegato di ruolo al Comune da dodici anni. Tre anni fa hai saltato due rate di un prestito auto e da allora il tuo nome compare in CRIF come "cattivo pagatore". Ogni volta che hai provato a chiedere un prestito personale, la risposta è stata la stessa: rifiutato prima ancora di guardare il resto. Con la cessione del quinto, invece, la storia cambia. E vale la pena capire perché, prima di darla per persa.
Come ragiona una banca su un prestito normale
Un prestito personale o una carta revolving si basano quasi interamente sul tuo merito creditizio. La banca interroga CRIF, Experian o CTC, vede lo storico dei pagamenti, e se trova ritardi gravi, sofferenze o protesti, il punteggio crolla. A quel punto il rischio percepito è "questa persona potrebbe non ripagare", e la richiesta viene respinta a prescindere dal reddito attuale.
Perché la cessione del quinto funziona diversamente
Nella cessione del quinto la banca non presta soldi confidando nella tua disciplina di pagamento passata. La rata viene trattenuta direttamente dallo stipendio dall'ufficio del personale del tuo ente, prima che i soldi ti arrivino in busta paga. Non passa mai dalle tue mani, quindi non dipende dalla tua volontà di pagare mese per mese. In più, la legge obbliga una copertura assicurativa contro rischio vita e rischio impiego che copre l'istituto in caso di decesso o perdita del lavoro. Il rischio che la banca valuta non è "pagherà puntuale?" ma "l'ente esiste e lo stipendio è garantito?". Per un dipendente pubblico la risposta è quasi sempre sì.
| Aspetto | Prestito personale | Cessione del quinto |
|---|---|---|
| Peso del CRIF | Determinante | Marginale |
| Garanzia principale | Storico creditizio | Trattenuta in busta paga + polizza |
| Rata gestita da | Il debitore | L'ufficio stipendi dell'ente |