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Dipendenti PA10 giugno 2026

Quanto puoi chiedere con la cessione del quinto da dipendente pubblico: calcoli con stipendio reale

Stipendio netto, regola del quinto, anni alla pensione: ecco come calcolare l'importo massimo ottenibile con la CQS in PA, con esempi concreti.

Hai uno stipendio netto di 1.750€ al mese e vuoi capire quanti soldi puoi chiedere con la cessione del quinto. La risposta non è una cifra fissa — dipende da tre variabili precise: il tuo stipendio, l'importo della rata massima consentita, e quanti anni ti mancano alla pensione.

Partiamo dal calcolo base.

Il limite del quinto: quanto esce ogni mese dalla busta paga

La legge dice che la rata non può superare un quinto — il 20% — del tuo stipendio netto mensile. Con 1.750€ netti, la rata massima è 350€ al mese. Punto. Nessuna banca può trattenerti di più, anche se firmi qualcosa che lo prevede (sarebbe nullo).

Questo vale per tutti i dipendenti pubblici: statali, enti locali, ASL, INPS, forze dell'ordine, università.

Da quella rata, quanto capitale ottieni?

La durata massima è 120 rate, cioè 10 anni. Ma l'importo netto che ricevi non è 350 × 120 = 42.000€. Dal totale scalano interessi e assicurazione obbligatoria sulla vita — e alla fine ricevi generalmente il 68-78% del totale delle rate pagate.

Stipendio nettoRata max mensileImporto netto stimato (10 anni)
1.400€280€24.000 – 27.000€
1.700€340€29.000 – 33.000€
2.000€400€34.000 – 39.000€
2.200€440€37.500 – 43.000€

Il range dipende dal TAEG applicato: un tasso del 6% ti lascia molto più in tasca rispetto a uno del 12%. Per questo vale la pena confrontare almeno 2-3 offerte.

Il vincolo che quasi nessuno menziona: la pensione

Il piano di rimborso deve concludersi prima che tu vada in pensione. Se hai 54 anni e la pensione arriva a 67, hai 13 anni davanti — più del limite massimo di 10 anni, quindi non è un problema.

Il problema nasce quando sei a pochi anni dal pensionamento. Un dipendente di 60 anni con pensione a 65 può fare al massimo un piano da 5 anni. Stessa rata mensile, durata dimezzata: l'importo netto scende di conseguenza, spesso a meno della metà rispetto a chi ha 10 anni disponibili.

Scenario reale: Roberto, 51 anni, vigile urbano a Torino

Roberto guadagna 1.850€ netti. Pensione a 65 anni, quindi 14 anni avanti. Ha bisogno di liquidità per cambiare l'auto e sistemare il bagno di casa. Rata massima: 370€/mese. Piano: 10 anni.

Importo netto ricevuto: 32.000-36.000€, erogati in 24-48 ore lavorative dall'approvazione definitiva. La rata esce direttamente in busta paga — lui non deve ricordarsi di fare nessun bonifico.

Come raddoppiare l'importo: la delegazione di pagamento

Se il quinto non basta, esiste uno strumento meno conosciuto: la delegazione di pagamento. Si aggiunge una seconda trattenuta, portando la quota totale fino al 40% dello stipendio (2/5). Con 1.850€ netti, la rata totale potrebbe arrivare a 740€/mese e l'importo ottenibile sale fino a 65.000-70.000€ netti.

Non tutte le PA lo consentono, ma molte sì. Si tratta di un accordo separato che richiede il consenso esplicito del datore di lavoro pubblico.

Perché i tassi PA sono più bassi di un prestito normale

La banca sa che i dipendenti pubblici non vengono licenziati, che lo stipendio arriva ogni mese puntuale, e che il TFR è lì come garanzia residua. Questo abbassa il rischio di credito al minimo — e si traduce in tassi generalmente più convenienti rispetto ai prestiti personali non garantiti.

Non serve portare garanti, non serve ipotecare nulla, e il cattivo credito passato (rate in ritardo, piccoli protestati) spesso non è un ostacolo insuperabile — il TFR copre la banca anche in quel caso.

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