Ti hanno detto "in 15 giorni i soldi sono sul conto". Forse è vero, forse no — dipende da quante cose vanno lisce di fila. Vediamo cosa succede davvero, fase per fase.
Fase 1 — Preventivo e pre-istruttoria: 1-3 giorni
Chiami la finanziaria o compili il modulo online. Ti chiedono: importo desiderato, durata, codice fiscale, numero di pensione. In 24-48 ore ti danno un preventivo indicativo con rata e TAEG. Non è ancora un'approvazione — è solo un'indicazione.
Fase 2 — Raccolta documenti: 3-7 giorni (dipende da te)
Questa è la fase in cui spesso si perde tempo. I documenti tipicamente richiesti:
- Carta d'identità e codice fiscale in corso di validità
- Cedolino pensione degli ultimi 2-3 mesi
- Estratto conto pensionistico (ottenibile su INPS online o al CAF)
- Ultimo 730 o CU
- IBAN del conto dove ricevere i soldi
Se hai tutto in ordine, 2 giorni. Se devi richiedere il cedolino al patronato o aspettare l'estratto INPS, anche 7-10 giorni.
Fase 3 — Istruttoria e certificazione INPS: 3-7 giorni lavorativi
La finanziaria invia la pratica all'INPS per ottenere la certificazione del cedolino — cioè la conferma ufficiale che la pensione esiste, che l'importo è quello dichiarato, e che non ci sono già altre cessioni in corso.
L'INPS risponde in 2-3 giorni lavorativi se tutto fila liscio. A volte ci vogliono 5-7 giorni. Questo passaggio non si può accelerare — l'ente pubblico ha i suoi tempi.
Fase 4 — Firma del contratto e periodo di recesso: 5-14 giorni
Una volta approvata la pratica, firmi il contratto (in filiale, via raccomandata, o con firma digitale). Qui scatta il periodo di ripensamento obbligatorio di 14 giorni previsto dalla direttiva europea sul credito al consumo.
Alcuni istituti aspettano i 14 giorni completi prima di erogare. Altri erogano prima se firmi una rinuncia espressa al diritto di recesso — è legale e velocizza tutto.