Hai chiesto un prestito in banca e la risposta è stata no. Poi hai scoperto il motivo: sei segnalato al CRIF, magari per una rata di due mesi pagata in ritardo tre anni fa, o per un finanziamento chiuso in ritardo. Da quel momento pensi che ogni porta sia sbarrata. Con la cessione del quinto dello stipendio, spesso, non è così.
La domanda che arriva più spesso è proprio questa: cessione del quinto con segnalazione CRIF, si può fare? La risposta breve è: dipende dal tipo di segnalazione, ma nella maggior parte dei casi sì, ed ecco perché.
Perché la CQS guarda il CRIF in modo diverso
Un prestito personale normale si basa quasi solo sulla tua affidabilità creditizia: se il CRIF segnala ritardi, la banca alza un muro. La cessione del quinto funziona con una logica diversa, perché la garanzia non sei tu sulla carta — è la tua busta paga o la tua pensione.
- La rata viene trattenuta direttamente da chi ti paga (datore di lavoro o INPS), quindi il rischio di mancato pagamento per la banca è quasi azzerato.
- È obbligatoria una polizza che copre rischio vita e, per i lavoratori, rischio impiego: se perdi il lavoro o muori, il debito residuo lo salda l'assicurazione, non tu.
- In caso di TFR o TFS maturato, quello è un'ulteriore garanzia a cui la banca può rivalersi.
Con queste tre reti di sicurezza, molte finanziarie accettano pratiche che una banca tradizionale respingerebbe al primo controllo.