Coobbligato e garante nella cessione del quinto: quando serve davvero per i pensionati
Giuseppe ha 84 anni, pensione netta 1.350 euro al mese, e sta guardando un preventivo di cessione del quinto su 60 mesi che al saldo lo porterebbe a 89 anni. La consulente in banca gli ha detto una parola che non si aspettava: coobbligato. Lui pensava servisse un garante, come per un mutuo. Non è così, e la differenza conta.
Partiamo dal dato che tranquillizza la maggior parte di chi legge questo articolo: nella cessione del quinto della pensione, nella stragrande maggioranza dei casi non serve nessun garante. Il motivo è semplice. Ogni contratto di CQS include per legge una polizza assicurativa obbligatoria che copre il rischio vita e, per i lavoratori, il rischio impiego. È la finanziaria a essere protetta se qualcosa va storto, non tu a doverti procurare un parente che firma insieme a te. Per la stragrande maggioranza dei pensionati che chiedono una CQS, questo basta e avanza.
Allora perché a volte la banca chiede qualcuno in più
I casi limite esistono, e riguardano quasi sempre l'età. Le compagnie assicurative fissano un tetto massimo di età a fine ammortamento, di solito tra 85 e 90 anni a seconda della compagnia e del prodotto. Sotto quella soglia, il rischio te lo copre l'assicurazione. Sopra, o vicino al limite, la polizza può avere condizioni più rigide, un premio più alto, oppure la compagnia può semplicemente rifiutare la copertura per quella singola pratica.
Quando l'assicurazione rischio vita diventa un problema, la banca ha due strade: rifiutare la pratica, oppure chiedere una garanzia aggiuntiva che copra il buco lasciato da una polizza più debole. Qui entra in gioco il coobbligato.
Coobbligato e garante non sono la stessa cosa
Il garante tradizionale, quello che conosci dai mutui, si impegna a pagare al posto tuo se tu smetti di pagare per qualsiasi motivo: perdita di reddito, difficoltà economiche, disattenzione. Nella cessione del quinto è una figura rara, quasi un'eccezione.
Il coobbligato è diverso e più mirato. Di solito entra in gioco solo per lo scenario specifico che preoccupa l'assicurazione: il decesso del pensionato prima della fine del piano. È quasi sempre un familiare più giovane, spesso un figlio o il coniuge, che firma impegnandosi a proseguire i pagamenti residui se il titolare della pensione viene a mancare durante l'ammortamento. Non è un controllore della tua affidabilità, è una rete di sicurezza mirata su un rischio che la polizza non copre più del tutto.