Sei di ruolo da quattro anni, stipendio netto 1.480€, e con il tuo compagno state guardando casa in provincia. Hai una cessione del quinto attiva da un anno, aperta per finire di pagare l'auto. La banca del mutuo, però, guarda con sospetto quella trattenuta in busta paga: si può ancora chiedere il mutuo, o quella rata chiude la porta?
Si può, quasi sempre. Ma cambia quanto la banca è disposta a darti, e in che modo lo calcola.
Come la banca legge la tua situazione
Per un mutuo, l'istituto di credito applica la regola del 30-35%: la somma di tutte le rate mensili (mutuo compreso) non dovrebbe superare un terzo del tuo reddito netto, per lasciarti margine per vivere. Se hai già una cessione del quinto da 250€/mese su uno stipendio di 1.480€, quella quota è già impegnata — restano circa 1.230€ da cui la banca sottrae ulteriormente la nuova rata del mutuo, che a sua volta non dovrebbe superare il 30-35% del reddito residuo disponibile o, più spesso, dell'intero reddito lordo.
In pratica: con una CQS attiva, l'importo massimo di mutuo che ti viene concesso scende, perché la banca considera il tuo reddito già "impegnato" per la quota della cessione. Non è un impedimento assoluto, è un ridimensionamento della cifra.
Un esempio con i numeri
| Situazione | Stipendio netto | Rata CQS | Mutuo max stimato (25 anni, tasso 3,8%) |
|---|---|---|---|
| Senza cessione del quinto | 1.480€ | — | ~130.000€ |
| Con cessione del quinto attiva | 1.480€ | 250€/mese | ~95.000-105.000€ |
La differenza non è drammatica come si pensa, ma su una casa da 140.000€ può voler dire dover portare più anticipo di quanto avevi preventivato.