Importo massimo della cessione del quinto per pensionati: i 3 limiti che contano davvero
Hai 68 anni, prendi 1.350€ netti di pensione INPS e ti serve liquidità per rifare il bagno di casa. La domanda che ti fai è sempre la stessa: quanto puoi davvero chiedere con la cessione del quinto? Non è un numero fisso. Sono tre limiti che si incastrano tra loro, e la banca applica sempre il più basso dei tre — non quello che ti farebbe comodo.
Limite 1: il quinto della pensione netta
Il nome del prodotto lo dice già: puoi cedere al massimo un quinto (20%) della tua pensione netta mensile. Con 1.350€ netti, la rata massima è 270€ al mese. Punto, non si negozia — è un tetto di legge, non una scelta della banca.
Limite 2: la durata, legata alla tua età
La seconda variabile è quanti mesi la banca ti concede. Fino a 10 anni (120 rate) è il massimo teorico, ma molti istituti fissano un'età limite per la copertura assicurativa obbligatoria — spesso 85 o 90 anni. Se hai 68 anni e la polizza copre fino a 90, hai margine per i 120 mesi pieni. Se hai 78 anni e il tetto è 85, ti restano solo 7 anni di durata, e la rata massima si spalma su meno mesi: l'importo che riesci a ottenere si riduce di conseguenza.
Limite 3: la pensione residua minima
Dopo aver trattenuto la rata, alla banca (e alla legge) non basta che tu resti sopra zero: deve restarti un importo giudicato sufficiente a vivere, di norma non inferiore alla soglia dell'assegno sociale (circa 534€ mensili nel 2026, salvo aggiornamenti ISTAT). Se la tua pensione è già bassa, questo terzo limite può tagliare l'importo cedibile ancora più del primo.