Rinnovo della cessione del quinto dopo i 2/5 per dipendenti pubblici: quando conviene ricominciare
Stipendio netto 1.750€, cessione del quinto attiva da quattro anni su un piano a 10, e ti serve un'altra cifra — stavolta per un intervento odontoiatrico importante. Non hai finito di pagare la prima cessione, ma qualcuno in banca ti ha parlato di "rinnovo dopo i 2/5". Cosa significa in pratica, e conviene davvero nel tuo caso?
La regola dei 2/5 in due righe
Puoi rinnovare (cioè estinguere il piano attuale e aprirne uno nuovo, più capiente) solo dopo aver pagato almeno due quinti delle rate previste. Su un piano di 120 mesi, significa aver superato le 48 rate. Prima di quella soglia, la banca non può proporti un rinnovo — puoi solo estinguere e basta, senza riaprire subito un piano nuovo.
Come funziona nella pratica
Il rinnovo non è un secondo prestito che si somma al primo: il debito residuo della vecchia cessione viene chiuso ed estinto, e il nuovo piano riparte da zero, ricalcolato sullo stipendio attuale e sulla durata massima ancora disponibile in base alla tua anzianità di servizio residua. La differenza tra il nuovo importo finanziato e quanto serve per chiudere il vecchio debito è la liquidità che arriva davvero sul tuo conto.
Un esempio con i numeri
| Voce | Importo |
|---|---|
| Debito residuo piano vecchio (dopo 48/120 rate) | circa 13.500€ |
| Nuovo importo finanziabile (piano a 10 anni sullo stipendio attuale) | circa 26.000€ |
| Liquidità netta che arriva sul conto | circa 11.000-12.000€ (al netto di nuova polizza e spese) |
Il punto da capire è questo: stai ripartendo da zero con un piano nuovo di 10 anni, e la nuova polizza assicurativa si paga di nuovo per intero, anche se avevi già versato quella del piano precedente in parte non goduta — che però ti viene rimborsata in sede di estinzione del vecchio piano.