Un quinto di 1.800 euro: quanto ottieni e che rata ti aspetta
Stipendio netto 1.800€ al mese, che tu sia un caporal maggiore scelto con qualche anno di anzianità o un sottufficiale agli inizi di carriera non cambia il conto di base: un quinto di 1.800 euro fa 360€ al mese. Quella cifra è la rata massima che una finanziaria può trattenerti in busta paga per la cessione del quinto. Quello che cambia, e non di poco, è quanto capitale riesci a ottenere in base a quanti anni scegli di restituirlo.
Il meccanismo è semplice da spiegare ma non banale da calcolare: la rata resta fissa a 360€, quello che varia è quante rate paghi. Più anni scegli, più capitale ottieni a parità di rata, perché stai spalmando lo stesso pagamento mensile su un periodo più lungo. Ecco la tabella con numeri realistici per il 2026, calcolati su un TAN medio del 6,9% e un TAEG intorno al 7,8% (comprensivo di commissioni e premio assicurativo tipico per un dipendente pubblico in ruolo):
| Durata | Rata mensile | Importo finanziabile lordo |
|---|---|---|
| 24 mesi (2 anni) | 360€ | ~8.050€ |
| 36 mesi (3 anni) | 360€ | ~11.700€ |
| 60 mesi (5 anni) | 360€ | ~18.200€ |
| 84 mesi (7 anni) | 360€ | ~23.900€ |
| 120 mesi (10 anni) | 360€ | ~31.100€ |
Il netto che vedi accreditato in conto è quasi sempre un po’ più basso dell’importo finanziabile lordo, di solito tra il 4% e il 6% in meno, per via delle spese di istruttoria e del premio assicurativo trattenuti in fase di erogazione. Su una CQS da 18.200€ lordi, aspettati un accredito reale intorno ai 17.200-17.500€.
Perché non conviene sempre allungare al massimo
Andare a 10 anni ti fa ottenere più soldi, questo è chiaro. Ma il costo totale del credito cresce più che proporzionalmente: su 120 mesi paghi interessi e polizza per un periodo doppio rispetto a 60 mesi, anche se la rata resta identica. Se ti servono 15.000€ per l’auto, non ha senso prendere una durata da 10 anni solo perché “tanto la rata è la stessa”: stai pagando di più per soldi che non ti servono.
Il caso del secondo lavoro autorizzato
Se oltre allo stipendio da 1.800€ hai un secondo reddito autorizzato (molto raro per i militari in servizio permanente, più frequente per chi è in aspettativa o ausiliaria con un’attività compatibile), quel reddito normalmente non entra nel calcolo del quinto cedibile sullo stipendio principale: le due trattenute restano separate, valutate ciascuna sulla propria fonte di reddito.
Cosa cambia se sei in ferma breve
Se sei con un contratto VFP1 o VFP4 e non ancora in ruolo, la durata massima che le banche ti concedono di solito si ferma alla scadenza naturale del tuo contratto, salvo garanzie aggiuntive. In quel caso la tabella sopra va letta con un tetto: difficilmente ti offriranno 120 mesi se il tuo impegno attuale scade tra 3 anni.
Da dove viene il 7,8% di TAEG: la scomposizione
Il TAEG non è un numero arbitrario, è la somma di tre voci separate. Su una CQS da 1.800€ netti mensili, la composizione tipica è:
- TAN (interesse puro): 6,9% — quello che la banca guadagna sul capitale prestato
- Premio assicurativo obbligatorio: circa 0,6-0,8 punti di TAEG — copre premorienza e perdita d’impiego, viene trattenuto in un’unica soluzione all’erogazione
- Spese di istruttoria e intermediazione: circa 0,1-0,2 punti — costi fissi dell’operazione, ripartiti sul capitale
Confrontare due offerte guardando solo il TAN è l’errore più comune: due finanziarie con lo stesso TAN 6,9% possono avere un TAEG che differisce di un punto intero solo per il costo della polizza. Chiedi sempre il TAEG, non il TAN, quando confronti preventivi.
Un esempio concreto: Marco, primo maresciallo, 34 anni
Marco ha uno stipendio netto di 1.800€ e vuole 20.000€ per aiutare i genitori a ristrutturare il tetto di casa. Guardando la tabella, per arrivare a quella cifra gli serve una durata tra 60 e 84 mesi. Sceglie 72 mesi: rata 360€, importo finanziabile lordo circa 20.800€, netto accreditato circa 19.700€ dopo le trattenute di istruttoria e polizza. La rata gli viene sottratta direttamente in busta paga NoiPA: non deve ricordarsi di pagare nulla, e non rischia solleciti o segnalazioni per dimenticanze.